Condividi

Cuore quarantena (CartaCanta editore, 2017)

« La vita si ammala, si corrompe, e la vita lotta per restare se stessa, il cuore è la sua continua “quarantena" - luogo dove il sangue viene pompato a riaffluire, e il sangue pazzo dell'amore, e il sangue lucente della carità. Il luogo dove la vita si riconosce nella sua vera natura, che non è di malattia ma di dono. [...] La Bravi mostra una seria ricerca di stile proprio e offre il suo cuore a quarantena di tutto il dolore e della lotta delle creature che le hanno parlato dalla ombra dei tempi. E che ora parlano a noi. »
Davide Rondoni

« Ma dove termina la morte e comincia l'amore? “Amare forse è questo/ chiedere salvezza/ e non poterla avere". Il linguaggio, se è vero (in senso desaussuriano) che è al tempo stesso innato e plurale, luogo di confluenza di più strutture - la poesia - è probabilmente il tramite tra i due piani, segna il passo della memoria: “Le mancavano le rose:/ per tutta la vita ne cercò le spine,/ i tagli sul corpo - quella presenza,/ la voce che non doveva dirle addio" »
Melania Panico


« Giulia Bravi in questo libro trova modi sorprendenti, forse perchè la sua dote è un'acuminata determinazione, che in questo caso è entrata in risonanza con l'elemento doloroso e maniacale, il più vitale e fertile della sua poesia. [...] La quarantena del cuore di Giulia è lieve ed è baratro come una preghiera, fiorisce quando non si sente osservata, come in quel suo “Lasciami sbocciare sui legni/ e riempire gli altari". C'è così tanto di lei in queste voci lontane nel tempo, forse anche più di quanto crede. »
Isabella Leardini


« Si assiste, procedendo lungo la lettura, a un climax ascendente che ne accentua i toni, fino alla visione finale, l'Ospedale degli Incurabili, dove sono ammassati gli ammalati, ciascuno con le sue storie, i suoi drammi. Ma c'è un filo conduttore che li unisce, è il filo d'amore che li salva tutti, come nella bella immagine di copertina: il volto di una giovane donna, con piume attorno ai capelli, una specie di divinità, che bacia un giovane dormiente. Forse in quel bacio, come in una antica favola, c'è il risveglio. Il dormiente si sveglierà perchè sarà la poesia stessa ad accompagnarci in questo viaggio. »
Bruno Bartoletti